L’ottimizzazione seo che porta un sito ad apparire in alto su Google è sicuramente molto complessa e non è possibile ridurla a pochi elementi da mettere a punto per raggiungere questo risultato. Essere primi su Google, e quando diciamo primi intendiamo nelle prime posizioni (abbiamo spiegato spesso che la prima posizione in assoluto è cosa possibile ma che nessuno può garantire al 100%) comporta una serie di accorgimenti e tecniche che possiamo paragonare agli ingredienti per preparare un buon piatto.
Chi si intende di cucina, sa bene che la stessa ricetta darà vita a piatti diversi, a seconda dello chef che la realizza. Insomma se la pasta alla carbonara la prepara Sergio De Napoli o Carlo Cracco, sappiamo tutti che non verrà la stessa cosa, anche se entrambi seguiamo la stessa ricetta. Dunque l’abilità del seo è importantissima, e spesso si esplica in dettagli che vengono curati in base alla sensibilità, all’esperienza e al talento individuale. E poi c’è la qualità degli ingredienti: contenuti, link, plugin e latri dettagli spostano di molto l’equilibrio e possono far cambiare il risultato. Insomma in campo seo, al contrario di quanto accade in matematica, si può dire che cambiando l’ordine degli addendi il risultato cambia eccome, anche perchè non è detto che questi addendi, all’apparenza tutti uguali, lo siano davvero.
Riprendendo i consigli di Matt Cutts, abbiamo più volte spiegato come alla base di una buona ottimizzazione seo ci sia la velocità del sito nel caricamento, una buona struttura di link interni e una buona campagna social di diffusione dei contenuti. Noi ci aggiungiamo anche i contenuti di qualità. Siete meravigliati che non abbiamo citato i backlink? Non è una dimenticanza. Pur riconoscendo i backlink come l’elemento forse ancora più importante per far salire in alto un sito, siamo d’accordo con Matt Cutts, ancora una volta, che i link non devono sembrare naturali, devono esserlo. E quindi arriveranno di conseguenza se farete un buon lavoro.
