Struttura interna di link: strategia da pianificare accuratamente

Struttura interna di link: strategia da pianificare accuratamente

Abbiamo più volte sottolineato l’importanza della struttura interna di link per la Seo, evidenziando come un buon posizionamento su Google dipenda più da come si organizza la struttura del proprio sito che dai tanto ambiti e agognati backlink.

Quando si organizza la struttura dei link interni, però, bisogna comprendere subito che si sta facendo qualcosa di estremamente complesso, da pianificare a tavolino. Si potrebbe pensare di utilizzare indiscriminatamente tutti i link interni di cui abbiamo bisogno per spingere determinate pagine. Voglio spingere cento pagine? Inserisco cento link interni che puntano a queste pagine e il gioco è fatto. Non è proprio così.

Ogni sito e ogni pagina hanno una sorta di ‘forza’ esprimibile con i link che non è affatto infinita. Se abbiamo un sito composto da pochi articoli, e questi puntano in gran parte a una sola pagina di riferimento cornerstone, è molto probabile che questa ‘ranki’ molto bene, a patto che abbiamo fatto le cose per bene.

Questo potrebbe far pensare che il meccanismo è riproducibile n volte. Non è così. Se nel primo caso la pagina riceverà link molto potenti, in quanto unici, se iniziamo a disperdere il link juice ogni pagina riceverà spinte meno forti. E’ chiaro che se abbiamo una redazione nutrita e produciamo 30-40 articoli di qualità al giorno, potremo permetterci di provare a posizionare molte più pagine.

Ma se abbiamo una realtà più limitata, continuare ad aggiungere pagine cui puntare inevitabilmente indebolirà tutto il sistema. La capacità di ogni singolo link del nostro sito va centellinata e mai dilapidata. In questo senso fate attenzione anche a menu, sidebar, articoli correlati, etichette di navigazione contenenti tag e categorie inutili. Disperdono la forza della pagina e confondono Google. Se non ne avete bisogno, lasciate perdere.

Cercate di indirizzare e verticalizzare i vostri contenuti il più possibile, mettendovi sempre dalla parte dell’utente: ogni link deve avere un senso. Se non lo clicca nessuno, quel link ha poco senso e perde valore. Date un’occhiata alla struttura di questo sito e vi farete un’idea.

Navigazione anonima con Google Chrome: pulite sempre la cache

Navigazione anonima con Google Chrome: pulite sempre la cache

Per chi fa Seo e si occupa di posizionamento sui motori di ricerca al fine di aiutare i propri siti a essere primi su Google con determinate parole chiave, la navigazione anonima del motore di ricerca di Mountain View diventa un alleato fondamentale.

Sappiamo bene infatti che la cronologia di Google Chrome, così come di ogni altro browser di navigazione, mantiene in memoria una serie di informazioni che ‘falsano’ in qualche modo il posizionamento, restituendo risultati nella Serp diversi a seconda di chi effettua la ricerca.

Questo renderebbe impossibile sapere esattamente la posizione di un sito per una determinata parola chiave usando soltanto Google Chrome (esistono tool e programmi che forniscono informazioni di questo tipo, ma la ricerca manuale è sempre una delle più utilizzate)

Così, ci viene in aiuto la combinazione magica Ctrl+Shift+N grazie alla quale possiamo navigare in maniera anonima. Una navigazione spesso utilizzata anche per non lasciare traccia nella cronologia (non vogliamo sapere ognuno di voi per visitare quali siti la usa spesso…YP?) ma che diventa importantissima in chiave Seo per capire esattamente in che posizione si trova un sito per una specifica Keyword.

Quello che forse molti non sanno è però che anche la navigazione anonima viene influenzata dai cookie presenti nel nostro pc o smartphone e dalle nostre ricerche più frequenti. La conferma di tutto ciò è che alcuni risultati, anche con la navigazione anonima, se da noi cliccati in precedenza vengono segnalati con il colore viola anzichè con il classico colore blu.

Se non ci credete, fate una prova voi stessi: effettuate una ricerca con la navigazione classica, poi effettuate una ricerca con la navigazione anonima e infine effettuate la stessa ricerca con la navigazione anonima dopo aver ripulito la cache del browser con lo strumento interno di Google Chrome o con un programma di pulizia come CCleaner. Noterete voi stessi che i risultati saranno diversi tutte e tre le volte. Dunque navigazione anonima, ma fino a un certo punto. Ripulite periodicamente la cache se non volete avere risultati falsati.

Italia, non è un Paese per furbi

Italia, non è un Paese per furbi

Cambiare per lasciare tutto com’è. Nella Seo, spesso metafora di mille altre situazioni della vita, il cambiamento e l’aggiornamento costante è parte integrante della strategia che porta al successo. Chi fa Seo, è obbligato a stare sul pezzo, ad aggiornarsi costantemente. Perchè se Google cambia le regole del gioco, l’unico modo per non perdere è aggiornarsi costantemente su queste regole e stare al passo. E Google le regole le cambia costantemente, non perchè sia sadico, ma perchè tutto si evolve e per mantenere alti qualità e risultati, bisogna adattarsi al mondo che cambia.

L’Italia, con il NO al referendum costituzionale, ha confermato ancora una volta di essere un Paese vecchio, impaurito, disfattista e bloccato. Oddio ma questo parla di politica in un sito che si occupa di Seo? Sì e No, nel senso che ciò che è accaduto non riguarda solo la politica, ma l’indole degli italiani.

Non siamo renziani, non siamo di destra, non siamo di sinistra ne di centro. Siamo per chi è onesto, capace, lavoratore, propositivo. Ciò ci consente di valutare di volta in volta proposte e persone per quello che sono, e non per lo schieramento cui appartengono.

La proposta di Renzi non era perfetta, ma era una proposta. Era un tentativo di cambiamento, di ammodernamento. Di evoluzione, di semplificazione. Poteva far risparmiare tempo e soldi all’Italia e agli italiani, avvicinando il nostro vecchio Paese a quelli più moderni. L’Italia ha detto NO, grazie. Per tanti motivi. Soprattutto per un dispetto allo stesso Renzi. Come quel marito che si taglia i genitali per fare un dispetto alla moglie. Che furbo!

Poi ha detto NO per paura: cambiare, adattarsi, lasciare la strada vecchia per la nuova è sinonimo di coraggio, spirito di iniziativa, voglia di migliorare e di guardare al futuro. Gli italiani non sono così. Un dato su tutti. Man mano che ci si avvicinava alla chiusura dei seggi, si abbassava l’età media di chi votava. E più si abbassava l’età, più il NO prendeva il largo.

Sono stati soprattutto i giovani a dire NO al cambiamento. Non ci deve sorprendere. I nostri giovani, dispiace dirlo, non sono un granchè. I sostenitori del NO diranno: gli italiani sono un popolo intelligente, hanno votato NO perchè hanno capito. Siamo sicuri?

Il fatto che abbia vinto il NO è la conferma che la riforma costituzionale era sbagliata?

Noi crediamo sia esattamente il contrario. L’Italia e gli italiani non sono molto furbi: sono i 30enni che non lasciano mamma e papà perchè fa comodo, sono i 50enni che ci hanno lasciato in eredità un Paese da rottamare, sono i 60enni che non hanno pagato le tasse, che non hanno studiato e innovato.

E allora la vittoria del NO è lo specchio fedele del valore degli italiani. Renzi non può dirlo, ma sa anche lui che la vittoria del NO è la conferma che la sua era una buona proposta. Perchè gli italiani non sono un granchè e non potevano capirlo. Se siamo un Paese allo sfascio, un motivo ci sarà.

http://www.d5news.com/trucchi-seo/aggiornare-la-data-di-pubblicazione-per-essere-primi-su-google/

Meglio posizionare su Google una pagina o una categoria?

Abbiamo più volte affrontato l’argomento, importantissimo, del posizionamento di un contenuto su Google. La tecnica certamente migliore è quella di realizzare un contenuto cornerstone, che qualcuno chiama pagina business, da posizionare in maniera strategica all’interno del sito. Il tutto attraverso la realizzazione di un contenuto il più completo possibile, qualitativamente e quantitativamente, raggiungibile facilmente e con pochi clic da qualunque pagina del sito, spinto in maniera adeguata da una struttura di link ragionata ed efficace.

In generale come anche gli amici di Yoast ci suggeriscono (e possiamo confermare che hanno ragione) la cosa migliore da fare è realizzare un contenuto cornerstone che sia una pagina. Il motivo è facilmente intuibile: Google rileva l’articolo come un contenuto che ha una data e quindi una precisa collocazione nel tempo. Lo associa più a una notizia, dandogli meno valore nel tempo. La pagina invece non ha data e non ha tempo, e dunque viene considerata come una guida e come un contenuto affidabile che merita di restare in alto molto più a lungo. Anche la pagina va aggiornata dal punto di vista del contenuto e della data, ma di questo ci siamo occupati in un altro articolo.

Posizionare un tag o una categoria

In questo articolo invece vorremo soffermarci sull’opportunità, talvolta, di non posizionare per una determinata parola chiave una pagina bensì un tag o una categoria. E’ il caso ad esempio di quando vogliamo posizionare una parola chiave fortemente correlata a notizie. Pensiamo ad esempio a un sito che vuole essere posizionato più in alto possibile con la parola chiave “calciomercato Milan”. E’ evidente che realizzare una pagina posizionata in alto con un contenuto simile ha poco senso. Il traffico arriverà comunque, ma sarebbe un po’ come prendere in giro i lettori. Perchè chi cerca una keyword simile non vuole certo un saggio sul calciomercato del Milan, quanto notizie fresche. In questo senso, se il sito ne produce, è senz’altro meglio provare a posizionare una categoria o un tag. Che sarà sempre fresco e aggiornato, dando al lettore esattamente ciò che cerca.

Per essere primi su Google bisogna essere onesti

Per coniugare contenuti e contenuto, potete arricchire la categoria di una porzione di testo introduttiva, che dia così sia una cosa che l’altra. Ricordatevi sempre che per essere primi su Google bisogna essere innanzitutto onesti, provando a mettersi dalla parte del lettore. Google se ne accorge se diamo ciò che gli utenti cercano o se non soddisfiamo le loro esigenze.